Conoscere l’INFLAZIONE

Perché approfondire le diverse prospettive connesse alla conoscenza dell’inflazione?

Se vuoi prendere decisioni più efficaci e profittevoli in azienda o negli investimenti finanziari, orientarle verso risultati maggiori e sostenibili,  comprendere ed approfondire cos’è l’inflazione, il ruolo dei tassi di interesse,  valutare la rilevanza delle conseguenze economiche associate ai possibili scenari è alla base dei risultati che otterrai.

In questo documento tratterò sotto profili diversi L’INFLAZIONE.

 

Cos’è l’Inflazione?

Inflazione un termine mai così inflazionato!!!! Tutti parlano di Inflazione!

Cerchiamo di rispondere a due domande:

  1. L’evidenza dei prezzi al consumo, attualmente in rialzo, davvero consente di dichiarare morta la deflazione?
  2. Il rialzo dei prezzi delle materie prime è un elemento fondante dell’inflazione?

 

Aspetti metodologici

Seguendo una dinamica di causa ed effetto è possibile rispondere “si” alle due domande, tuttavia potrebbe rivelarsi una decisione precipitosa…affrettata!

Un esempio, successivamente,  ci aiuterà a comprendere il perché alcune deduzioni possono farci incorrere  in errori frequenti.

Se pensiamo di comprendere i fenomeni secondo una relazione di Causa ed Effetto, probabilmente al rialzo dei prezzi delle materie prime corrisponderebbe un aumento dell’inflazione ma, la relazione di Causa – Effetto è un metodo utile per trovare  una spiegazione successivamente alla manifestazione di un risultato (Ex-Post), analizzando le relazioni tra le variabili intervenute solo quando i fatti sono già accaduti.

La relazione Causa – Effetto agisce all’interno di una relazione più ampia di Stimolo – Risposta.

La relazione di Causa – Effetto esprime una relazione rigida (certa) tra il Determinante ed il Determinato a differenza della relazione più ampia di Stimolo – Risposta, che esprime una valutazione Indeterminata che necessita di una Mediazione.

Siamo nella condizione ex post di, Causa – Effetto, tutte le volte che cerchiamo i motivi alla base di una conseguenza avvenuta, mentre, siamo nell’ambito della Previsione, nell’Indeterminatezza, quando Valutiamo ed Associamo le informazioni in un logica volta a comprendere, quali stimoli possono determinare una risposta, cercando nella risposta quella specifica, desiderata, alla base dei presupposti iniziali della ricerca.

Queste valutazioni attribuiscono al  “Risultato” un significato ed un importanza, completamente Diversa dalle nostre abitudini, anche quotidiane: siamo abituati a prendere delle decisioni sulla base dei risultati, ovvero quando un risultato lo riteniamo positivo, prendiamo una decisione, contrariamente ne prendiamo una contraria (apparentemente “è scontato”), ma….proviamo con un esempio:

 

12  > 10

VERO?

SI/NO

Dipende!

Se 12 corrispondesse ad un aumento di fatturato potrebbe, ma se l’aumento di fatturato comportasse una diminuzione più che proporzionale delle vendite?

Oppure

Se l’aumento del fatturato comportasse un aumento eccessivo dei crediti oltre alla difficoltà di escuderli?

Oppure

Se l’aumento del fatturato comportasse un aumento di alcuni investimenti senza il pieno utilizzo della nuova capacità produttiva?

La variazione della dimensione “Risultato”, è relativamente importante mentre lo sono i Criteri di Valutazione Ex-Ante del Risultato.

Il risultato dovrebbe essere valutato esclusivamente in relazione, in risposta ai criteri, alle ipotesi  iniziali che ne sono il presupposto.

 

Il risultato deve essere valutato se conferma o confuta le ipotesi iniziali

 

Se ottieni un aumento del fatturato del 10% non c’è nulla di cui complimentarsi se ne avresti potuto ottenerne uno del 30%, semplicemente valuti il risultato ex post pensando che sia stato Tu a determinarlo, ma non lo pianifichi, no presiedi le determinanti, quindi assisti ignaro a ciò che accade senza intervenire nel processo.

Torniamo all’esempio originario della differenza tra:

Causa – Effetto e Stimolo – Risposta

 

3+5=8 se analizzo il risultato “8” posso dedurne che, “8” è corretto perché 3+5 determina 8 (Causa – Effetto) ma, “8” si può ottenere attraverso innumerevoli combinazioni (Stimolo – Risposta) Es.: 1+7; radice quadra di 64; 1288-1280……

Ogni qualvolta “sono nel passato” Ex-Post, analizzo un risultato secondo la relazione Causa – Effetto che può tuttavia coincidere con la relazione di Stimolo – Risposta della quale rappresenta la spiegazione.

La relazione Stimolo – Risposta non è determinabile, ma prevedibile in termini probabilistici.

L’indeterminatezza corrisponde al grado di libertà, i fenomeni complessi si definiscono casuali in relazione alla complessità di attribuire con certezza una conseguenzialità nelle relazioni che avvengono di causa effetto.

Analisi Predittiva

Cercando di valutare, non “il risultato” ovvero cosa lo abbia determinato (risultato in quanto tale è “certo” quindi ex-post), ma valutare cosa fare per ottenere  uno specifico risultato, date determinate ipotesi iniziali, una aspettativa (che potremmo definire una emozione), siamo nel campo dell’analisi predittiva delle ipotesi, nell’indeterminatezza, per questo la conoscenza insieme all’analisi del dato rappresentano gli elementi fondanti della Analisi Predittiva che non prevede un risultato ma, ne orienta le risorse verso quello preferibile, la previsione è una associazione rigida, la predittività è un processo di avvicinamento.

Siamo nell’ambito della Previsione all’aumentare delle probabilità di verificarsi di un evento fino alla certezza:” agosto è più caldo di gennaio” è più vicino ad una certezza; gennaio è tra i mesi più freddi è certo!

In sintesi tutte le relazioni di Stimolo – Risposta (diverso da Causa – Effetto) sono di natura Previsionale/Predittiva e caratterizzate da Indeterminatezza, ovvero la mancanza di rigidità della Risposta allo Stimolo, ovvero vengono MEDIATE, possiamo parlare quindi di:

INPUT (sensoriali in Neuroscienze) ovvero di informazioni, comunicazioni o dati che, Codificati, (mediati ed elaborati in modo complesso), danno luogo ad una trasformazione in Output (comportamentali in Neuroscienze), visibili, osservabili e misurabili.

Assistiamo ad una trasduzione di grandezze.

Qualsiasi nuova conoscenza è spesso frutto di ragionamenti contro-intuitivi, che appaiono evidenti solo nel momento della scoperta/ esperienza.

Nel cercare il “perché” delle cose si ha la necessità di semplificare che, se da una parte aiuta la comprensione dei fenomeni, dall’altra, fa perdere i vantaggi ed i benefici insiti nella complessità delle cose, che rappresenta la vera differenza.

 

 

 

Inflazione e Rialzo dei Prezzi non sono la stessa cosa.

 

Prefazione:

Per conoscere l’inflazione e non essere sopraffatti dalla preoccupazione, oltre a misurarla, è utile chiarire cosa sia l’inflazione e comprendere il ruolo e la dinamica dei tassi d’interesse, delle banche centrali, il funzionamento delle imprese, i comportamenti dei consumatori, seguendo un filo rosso, un continuum, che lega le intenzioni alle decisioni della politica (nel senso più ampio del termine), con l’inflazione, i tassi d’interesse, le aziende, l’economia.

Parlare di economia non può prescindere dalla conoscenza dell’uomo e dai suoi comportamenti, l’economia è “Il Risultato”, un fenomeno a valle del pensiero umano, è una conseguenza delle esigenze, bisogni e relativi comportamenti, osservando i quali, definiamo delle “teorie”.

Per questo le Neuroscienze sono fondanti dell’economia, perché non descrivono il fenomeno nel suo svolgersi tecnico, ma si occupano di comprendere i correlati biologici alla base del complesso funzionamento del cervello, che lo determinano in relazione all’ambiente.

 

Il rialzo dei prezzi

 

Osserviamo che il rialzo dei prezzi alla produzione e “forse” al consumo, è iniziato in Cina (in quanto principale area di produzione nel mondo), a seguito dell’imponente rialzo dei prezzi delle materie, a loro volta oggetto di una concentrazione di acquisti dovuti alla dinamica di una precedente forte e prolungata compressione della domanda seguita da una immediata accelerazione a seguito del covid, tuttavia la crescita della capacità di lavoro globale, in particolare in Cina è aumentata, aumentando la pressione sul costo del lavoro che ne limita l’aumento.

La Cina è la fabbrica del mondo, i bassi prezzi all’esportazione alla base della temuta esportazione di deflazione, potrebbero iniziare a cambiare.

Il raddoppio dei prezzi delle materie prime, aumenta il costo di input, al quale si aggiungono le conseguenze delle guerra commerciale, oltre alle difficoltà presenti nelle catene di approvvigionamento (interruzione delle catene di fornitura, l’interruzione nel canale di Suez, equipaggi navali in quarantena) che spingono le grandi industrie a rivedere le linee di approvvigionamento in termini più strutturali, diversificando i fornitori, prima concentrati unicamente in Asia ed in particolare in Cina.

I prezzi delle merci esportate aumenteranno, spinte dalla concentrazione degli ordini, come “effetto boom” post sblocco ma, si dovrà capire se la domanda sarà in grado di sostenersi (ad oggi la valanga monetaria dovuta alla accumulazione di risorse per effetto del blocco dovuto al COVID e di contributi a fondo perduto sembrerebbe pronta a riversarsi sui consumi).

 

Tuttavia, ed indipendentemente dalla Cina, ci sono altri effetti collegati alla dinamica di aumento dei prezzi delle materie prime.

 

La crescita del prezzo delle materie prime si trasforma in maggiori costi della produzione per:

  • Effetto del maggiore costo della componente materia prima
  • Necessità di maggiori risorse finanziarie necessarie per gli acquisti

I margini delle aziende tenderanno a ridursi, soprattutto in Italia, dove ci saranno notevoli difficoltà a trasferirsi sui prezzi finali (ma questo aprirebbe a tutt’altro approfondimento)

 

 

Ma l’aumento dei prezzi al consumo coincide con la morte della deflazione?

 

Inflazione e Rialzo dei Prezzi sono due fenomeni correlati ma:

  • non hanno il medesimo significato
  • il fatto che siano correlati non indica la Direzione e Forza della correlazione

 

L’inflazione è un fenomeno monetario, è distinto dal rialzo dei prezzi in cui può tradursi, tuttavia  un aumento dei prezzi, può non trasformarsi in inflazione.

Un esempio è fornito dagli shock petroliferi, dove un rialzo improvviso di un prezzo non è detto si trasformi in inflazione, infatti, a seguito delle variazioni dei prezzi di altri beni collegati e variazione degli stili di consumo, se ad esempio aumenta la benzina possono ridursi gli spostamenti, i consumatori possono rispondere con una contrazione di altri beni, riducendone il consumo e di conseguenza il prezzo.

In sintesi l’inflazione è un fenomeno, il rialzo dei prezzi, più che la determinante, è una conseguenza, la sua unità di misura.

 Noi misuriamo l’inflazione attraverso il rilevamento dei prezzi: dobbiamo sempre ricordarci di distinguere tra quale sia la causa e quale l’effetto, oltre che lo stimolo e la modulazione della risposta.

 

 Avremo inflazione?

 Parlando di aumento dei prezzi al consumo, il principale elemento di valutazione per comprendere se l’attuale accelerazione abbia la forza necessaria per trasformarsi in inflazione è (ridotto in sintesi), al costo del lavoro, ovvero i salari: se la crescita dei salari sarà forte i costi in input saliranno, determinando un rialzo nei prezzi, mentre se la crescita dei salari rimarra contenuta, di conseguenza lo saranno anche i rialzi dei prezzi al consumo.

La crescita dei salari dipende dall’occupazione e senza una contrattazione collettiva, anche in presenza di una occupazione prossima alla “piena occupazione”, i salari possono rimanere contenuti.

Non si tratta di ridurre i salari, quanto attenuarne gli aumenti legati alla piena occupazione che avendo carattere ciclico, quindi temporaneo, trasformerebbe una circostanza momentanea in una spirale di rialzo dei costi permanente.

I comportamenti tendono ad essere abituali, le conseguenze di un rialzo dei prezzi legato ad una dinamica temporanea (la piena occupazione è un fatto ciclico, circoscritto nel tempo) determinerebbe un aumento del costo del lavoro strutturalmente elevato.

D’altronde, se uno degli errori è trattare un tema senza tenere conto della complessità dei fenomeni, contrattare salari più elevati senza tenere conto della necessità di accompagnare il lavoro con la formazione e la dovuta, necessaria, attenzione alla crescita della produttività, genererebbe il “Mostro” di Alti Prezzi e Bassa Crescita.

La crescita dei salari sarà un fattore chiave nei prossimi mesi.

 

 

Aumento dei tassi di interesse e aumento del costo delle materie prime, sono elementi essenziali nella gestione dei prezzi delle imprese, con conseguente contrazione dei margini e perdita di valore -> minore redditività assoluta ->minore redditività relativa in riferimento al capitale investito, nei confronti del quale aumenta il tasso di rendimento richiesto dai rendimenti senza rischio.

E’ molto probabile che ci siano tensioni, per quanto fisiologiche, nei mercati finanziari in funzione dell’ampiezza dei riflessi sull’economia reale a seguito di una minore ricchezza.

 

Ciò detto, Cos’è l’Inflazione? Qual’é la vera definizione di inflazione e deflazione ? Quali i termini monetari e creditizi che partecipano al fenomeno?

 

 

Cos’è l’inflazione?

Possiamo dire che l’Inflazione ha una relazione con i prezzi e la moneta, ma dobbiamo definirla, definire l’inflazione aiuterà a risolvere un problema alla base di molte spiegazioni imprecise che vengono fornite rispetto alle cause (determinanti) e i suoi effetti (risultati).

 

Definizione:

“L’inflazione consiste nell’aumento prolungato del livello dei prezzi, ovvero dalla diminuzione prolungata del potere di acquisto della moneta”

In modo non dissimile è necessario definire La Ricchezza: come la capacità di mantenere elevato il potere di acquisto, non dipende dalla base monetaria.

Tutt’altro che semplice, solo in apparenza, è distinguere tra la Quantità Nominale Di Moneta e Valore Reale o Potere Di Acquisto, ovvero la quantità di beni o servizi acquistabili con una determinata cifra di denaro.

Altra distinzione fondamentale a proposito di inflazione è quella tra: i Prezzi Alti da un lato e Prezzi Crescenti dall’altro, due fenomeni diversi che spesso vengono confusi, un prezzo può essere alto (anche se non esiste un criterio che può definire alto un prezzo), ma essere stabile o viceversa, un prezzo basso che può aumentare rapidamente nel tempo.

 

L’inflazione non ha nulla a che fare con il valore assoluto dei prezzi, ma semplicemente con la loro variazione.

 

Quindi alti o bassi interessa il fenomeno nella misura in cui sono crescenti e non in relazione a loro stessi.

L’osservazione più interessante riguarda l’aggettivo prolungato livello dei prezzi”, l’inflazione ha quindi 2 dimensioni:

  • Quantitativa: la variazione
  • Temporale: il prolungamento nel tempo

L’inflazione è un processo non solo una variazione

 

 Un aumento dei prezzi improvviso che non è caratteristico di una continuazione di altri aumenti, ne l’avvio ad aumenti successivi NON rappresenta inflazione

Possiamo altresì distinguere l’inflazione dall’aumento del tasso di inflazione, che rappresenta una accelerazione.

Al fine di fornire un esempio sulle cause dell’inflazione, Congelare i prezzi non elimina l’inflazione, infatti la sua compressione, la costringe ad assumere altre forme.

Se i prezzi sono liberi, le persone non sono in grado di conoscere a quali prezzi poter acquistare in futuro, mentre con i prezzi imposti d’autorità, le persone sapranno a quale prezzo non potranno comprare e se come spesso accade il prezzo imposto politico è inferiore a quello di equilibrio (il prezzo che si formerebbe in un libero mercato), l’inflazione prenderà altre forme, ad esempio: code nei negozi o mercato nero, perché i compratori vorrebbero acquistare ma non trovano la merce.

 

 

La DEFLAZIONE

Al contrario la Deflazione consiste in un aumento del potere di acquisto della moneta a seguito di una diminuzione del livello dei prezzi.

Da tenere presente che Deflazione non è sinonimo di Recessione ovvero, di diminuzione della produzione o del tasso del livello di sviluppo del reddito reale o dell’occupazione.

E’ necessario mantenere distinta La Deflazione, come aumento del potere d’acquisto della moneta dovuto ad una diminuzione del livello dei prezzi, dalla Recessione, che consiste in una riduzione dei livelli di attività produttiva , del reddito e dell’occupazione; i due fenomeni non sono necessariamente connessi ed hanno cause diverse.

Il contesto attuale rimane fortemente deflazionistico, in relazione all’enorme debito esistente rispetto ai dubbi circa la sua sostenibilità, l’enorme liquidità ha contribuito ad allargare gli squilibri difficilmente ricomponibili senza un dissesto che ristabilisca la produzione a livelli sostenibili, il punto centrale del problema rimane l’impoverimento di ampie fasce della popolazione.

 

 

 

Cos’è il livello dei prezzi?

 Dire che l’inflazione consiste in un aumento prolungato del livello dei prezzi, non si chiarisce se non definiamo il Livello Dei Prezzi, comprendere questa definizione spiega la maggior parte delle idee sbagliate sull’inflazione, soprattutto sulle cause, soffermiamoci su questa definizione perché è importante e non immediatamente evidente, esistono:

  • Prezzi Relativi: l’insieme dei rapporti a cui si scambiano i vari beni e servizi fra loro
  • Prezzi Assoluti o Prezzi In Moneta o Livello Dei Prezzi intendiamo per livello dei prezzi il rapporto a cui si scambia l’insieme dei beni e servizi con la moneta

Il livello dei prezzi è il reciproco del potere di acquisto della moneta

 

Esempio se A si vende a 5 euro e B a 10 euro, non abbiamo 2 prezzi ma 3

  1. Il prezzo con il quale la moneta si scambia con A
  2. Il prezzo con il quale la moneta si scambia con B
  3. ed il rapporto con cui A si scambia con B dati quei prezzi di moneta 2xA=B (2×5=10)

 

Se l’inflazione riguarda il potere d’acquisto della moneta, cioè i prezzi assoluti che variano per molte ragioni e in maniera diversa, tutto ciò che la collettività produce e scambia in un dato periodo di tempo costituisce l’aggregato REDDITO REALE.

REDDITO MONETARIO o DOMANDA GLOBALE è tutto ciò che la collettività spende per l’acquisto di quei beni e servizi, tutte le spese individuali di un paese.

Supponendo per esempio, nel caso di una economia chiusa che non scambia con l’estero, la Spesa ed il Reddito sono due aspetti della medesima medaglia perché, la spesa di uno corrisponde al reddito dell’altro se uno incassa 100 è perché qualcun altro li ha spesi, quindi la domanda globale o la spesa complessiva è la stessa cosa che il reddito monetario generato.

Se Spesa ed Incasso sono della stessa grandezza e misura, quando acquisto e spendo 40 euro per della carne e ne ottengo 2 kg. significa che il costo è di 20 euro/Kg quindi, da un lato abbiamo il valore della spesa 40 che è identico al prodotto del prezzo 20 per la quantità 2.

Possiamo distinguere: una Quantità di spesa, da una Distribuzione della spesa.

In generale l’inflazione dipende da Quanto la collettività Spende, rispetto a Quanto Produce mentre, la Struttura dei Prezzi Relativi dipende dal Come la collettività Spende dato uno specifico ammontare, rispetto ad una specifica composizione del reddito prodotto.

 

L’aumento di un singolo prodotto NON comporta di per se effetti inflattivi ma rappresenta una semplice variazione del prezzo relativo

L’inflazione, ovvero Le variazioni del livello dei prezzi sono sempre un fenomeno monetario, le variazioni dei Prezzi Relativi, quando non sono il risultato di un processo inflazionistico, hanno origine Reale, se vogliamo quindi risalire alle cause dell’inflazione è essenziale distinguere i due fenomeni perché, hanno cause diverse, monetarie l’inflazione e reali le variazioni dei prezzi relativi.



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